Sono Giulia, nata e cresciuta sulle tavole del palcoscenico, giurista per testardaggine, con tre agende (rigorosamente non digitali) sempre sincronizzate. Adoro il rosso, le parole e il mio compleanno.
Negli anni ho sempre cercato di soddisfare la mia curiosità e realizzare le mie idee con più strumenti ed esperienze possibili: studiando, scrivendo su un mio blog, lavorando e collaborando con tante realtà diverse, aprendo un’associazione culturale che convogliasse progetti e tanto impegno per realizzarli.
Con il tempo ho scoperto che tutto questo mio mix aveva un senso e che il mio lavoro di organizzazione, progettazione e creatività aveva anche un nome: Project Manager.
Se dovessi scegliere le tipologie di progetti che preferisco parlerei di eventi business e progetti culturali, nei quali in questi anni ho avuto modo di specializzarmi; se dovessi raccontare la parte più bella del mio lavoro parlerei del momento in cui le idee prendono forma e si evolvono, nero su bianco.

IL MIO CONSIGLIO

Fermarsi a pensare, ragionare, progettare, non deve mai significare frenarsi. Non potremo mai calcolare davvero dove porti un percorso, il risultato saremo sempre e solo noi, in meglio o in peggio, ma comunque maturati.

Nel lavoro sono abituata a valutare le migliaia di variabili, ognuna con la sua soluzione, ma nella vita di tutti i giorni facciamo fatica a rapportarci anche con “la peggiore delle ipotesi”.

Forse è strano che sia io a dirlo, da dietro le mie agende e i miei programmi, ma l’unica cosa certa siamo noi, le nostre capacità, le nostre idee, la nostra forza di reinventarci e ricostruire il portone da aprire quando qualcuno o qualcosa dovesse chiuderci una porta in faccia.

Concediti il tempo per provare e, se necessario, il tempo di sbagliare, perché ogni programma ha troppe incognite per rinunciarci.

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